La chiesa

La facciata romanica della chiesa è molto semplice, è a capanna ed è rivestita da irregolari blocchi di serizzo alternato a granito; chiude alla sommità con un timpano delimitato alla base da uno sbalzo e sugli spioventi da sottili mensole. Al centro troviamo una grande finestra circolare. 
Unico è il portale d’ingresso in legno,a due battenti, ciascuno suddiviso in sei rettangoli, al centro dei quali si ripete un altorilievo simmetrico rotatorio. 
L’ingresso è reso più importante dalla doppia rientranza ottenuta da un primo archivolto esterno appoggiato a due candide pietre, che raffigurano i simboli dei quattro evangelisti: a sinistra il volo dell’angelo ( S.Matteo) e il bove (S.Luca), a destra il leone alato (S.Marco) e l’aquila (S.Giovanni). 
L’arco alterna pietre a cuneo lisce a pietre raffiguranti animali deformi, un manovale, un volto barbuto e motivi ornamentali ad intreccio. 
I motivi sono decisamente di stile romanico arcaico, cioè più antico,e probabilmente reperti provenienti da un edificio paleocristiano. Fuori dall’arcata , a destra, una pietra raffigura un piccolo mostro strisciante, forse un basilisco (secondo il mito: serpente che uccideva con lo sguardo). Tutte queste figure quest’ultima compresa, simboleggiano il male e dovevano incutere paura. 
La seconda arcata è sostenuta da due semi colonne sormontata da capitelli raffiguranti volti barbuti. E’ decorata da un motivo a foglie e colombe, il quale richiama la lavorazione bizantina. Troviamo tutti questi elementi decorativi anche in Sant’Ambrogio a Milano, in San Michele a Pavia e in Sant’Abbondio a Como. 
L’interno è a navata unica, sormontata da volte a crociera che hanno coperto le originali capriate. 
Tutte le decorazioni sono d’impronta barocca. L’unico elemento originario della struttura è dato da una parete di controfacciata a spina di pesce, costituita da ciottoli alluvionali a vista. Accanto a questa un capitello con la parte posteriore di un animale alato. 
La chiesa conventuale, interna, è stata per lungo tempo in totale stato di abbandono, essendo stata adibita addirittura a magazzino. Alle pareti sono stati recuperati alcuni affreschi cinquecenteschi.

 

 

Il portale

Come ben sappiamo la facciata della chiesa esterna è una delle parti più antiche dell’intero complesso. 
L’ingresso della chiesa è reso più importante dalla doppia rientranza ottenuta da un primo archivolto esterno appoggiato a due candide pietre, che raffigurano i simboli dei quattro evangelisti: a sinistra il volo dell’angelo ( S.Matteo) e il bove (S.Luca), a destra il leone alato (S.Marco) e l’aquila (S.Giovanni). 
I quattro animali divennero simboli degli evangelisti sulla base di una lettura allegorica di un versetto dell’Apocalisse. Attorno al trono divino, Giovanni vide quattro esseri viventi:”Il primo vivente era simile a un leone; il secondo vivente aveva l’aspetto di un vitello; il terzo vivente aveva l’aspetto di un uomo; il quarto viventi era simile ad un’aquila che vola” 
(Ap 4,7). L’attribuzione simbolica di questi animali agli evangelisti è antichissima e risale al secondo secolo; ecco le motivazioni: 

  • a Matteo è riservato l’uomo (spesso trasformato in angelo) perché il suo Vangelo comincia con la genealogia terrena di Gesù da Abramo fino a Giuseppe e Maria, 

  • a Marco è assegnato il leone, perché il suo scritto si apre con il deserto in cui Gesù tentato è “ in compagnia delle fiere” (Mc 1,13), 

  • a Luca va il vitello o toro, perché il suo Vangelo inizia nel tempio di Gerusalemme con i sacrifici celebrati da Zaccaria, futuro padre del Battista, 

  • infine Giovanni è l’aquila che spazia nei cieli del Verbo divino. Il suo Vangelo infatti comincia con “In principio era il Verbo”. 

Proseguendo nella descrizione notiamo come l’arco dell’ingresso alterna pietre a cuneo lisce a pietre raffiguranti animali deformi, un manovale, un volto barbuto e motivi ornamentali ad intreccio. 
I motivi sono decisamente di stile romanico antico,e probabilmente reperti provenienti da un edificio paleocristiano. Fuori dall’arcata , a destra, una pietra raffigura un piccolo mostro strisciante, forse un basilisco (secondo il mito: serpente che uccideva con lo sguardo). Tutte queste figure,quest’ultima compresa, simboleggiano il male e dovevano incutere paura. 
La seconda arcata è sostenuta da due semi colonne sormontata da capitelli raffiguranti volti barbuti. E’ decorata da un motivo a foglie e colombe, il quale richiama la lavorazione bizantina. Troviamo tutti questi elementi decorativi anche in Sant’Ambrogio a Milano, in San Michele a Pavia e in Sant’Abbondio a Como. 
All’interno dell’archivolto vediamo un affresco,raffigurante Gesù con S.Petro e S.Paolo, in grave stato di deterioramento. Durante la festa di giugno 2008 sarà possibile ammirare tale affresco e gli archi in pietra completamente restaurati

 

La torre campanaria

Il campanile è di pianta quadrata e si presenta nella sua struttura originaria con qualche alterazione. Gli spigoli sono rimarcati da blocchi di serizzo, mentre la parte centrale è a parete liscia. Sui lati sono visibili due esili monofore sovrastate da bifore, chiuse per rinforzare i muri. Al di sopra una serie lineare di archetti ciechi profilati da una cornice a dente di sega. La cella campanaria è costituita da pareti di mattoni e sostiene un tetto a piramide quadrata.

 

 

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